Non prendiamoci troppo sul serio

Una passione che ci unisce da qualche annetto e che ci ha fatto girare per ristoranti alla ricerca di una convivialità perduta. Amanti del mangiar bene, non a tutti costi "alto", ci troviamo a scrivere le nostre impressioni su quei locali che ci hanno lasciato qualcosa, ci hanno incuriosito, coccolato...tutti con un fattore in comune, la genuinità...

venerdì 28 ottobre 2011

Luce di Varese


Una serata unica necessita di un locale speciale che offra quella combinazione di servizio, ambiente e cucina che non ti faccia pensare ad altro. Dopo un'attenta ricerca, la scelta è caduta su quello che per molti è il miglior ristorante di Varese, ancora poco, anzi pochissimo conosciuto fuori dai confini del nostro capoluogo di provincia.
Incastonato nella sontuosa ed elegante Villa Panza, patrimonio del FAI, il Ristorante Luce esce un po' dagli schemi classici della ristorazione varesina con una cucina che può soddisfare un'ampia gamma di palati autoctoni.

martedì 25 ottobre 2011

Osteria dell'Accademia di Montegridolfo


Ospiti di Palazzo Viviani in quel di Montegridolfo, grazie al prezioso regalo dei genitori di Alice ossia lo Smart Box "Atmosfere d'Incanto", avremo la possibilità di scegliere tra due locali all'interno del borgo. Essendo il primo un ristorante di pesce dalle proposte piuttosto scontate, opteremo per questa osteria con impronta tipica romagnola che offre una carta interessante con alcuni fuori menu.

lunedì 24 ottobre 2011

Trattoria Sole di Rimini


Lontani dal "gastrofighettame" che pullula nella rete, ci facciamo piccini piccini ed entriamo modestamente in questa schietta trattoria romagnola alla ricerca di qualche sapore autoctono e confortante.
Veniamo subito accolti con grande simpatia dal personale, veniamo fatti accomodare nella veranda esterna ben riscaldata, con dei tavoli apparecchiati molto semplicemente, con una tovaglietta di carta con menu stampato e foto, stilisticamente magari non esemplare ma estremamente utile.

sabato 22 ottobre 2011

Caparsa, vini veri

La cinta milanese in terra senese. Un ritorno a casa, tra i colli e le dune vitate del Chianti Classico. Per la precisione a Radda, alla scoperta di un’azienda e di un produttore indiscutibilmente particolari. “Rari” mi suggerisce il correttore dei sinonimi di Word, e forse non ha tutti i torti. Lui si chiama Paolo Cianferoni, vignaiolo del Chianti Classico, dal 1982 alla guida dell’azienda Caparsa.


Conoscere di persona chi fa il vino, il suo pensiero, la sua famiglia, le curiosità del quotidiano contatto con la vigna, la terra e il duro lavoro della cantina, da le giuste coordinate per posizionarci di fronte a una o più bottiglie: umiltà, rispetto, ascolto e libertà. Detto questo, vi starete chiedendo perché scrivo che è una rarità nel mondo vitivinicolo di oggi aver a che fare con un Paolo Cianferoni. Ci viene in aiuto Roberto Giuliani, bravissimo e noto blogger, il quale ci ricorda che “l'azienda Caparsa è arrivata a ridurre del 70% l'uso di pesticidi contro le malattie della vite, grazie a un sistema di monitoraggio computerizzato dei dati ambientali che consente di fare pochi e mirati trattamenti a base di rame e zolfo senza molecole di sintesi, solo quando strettamente necessari. Viene praticato l'inerbimento su tutta la superficie aziendale, fondamentale per diminuire l'erosione del suolo e prevenire frane e alluvioni, mentre in vigna si applica il sovescio, ovvero un metodo di concimazione naturale effettuato ad anni alterni, che prevede la lavorazione del terreno negli interfilari per poter seminare il favino, una leguminosa in grado di arricchire il suolo di azoto, componente indispensabile per dare nutrimento alle viti. Al favino viene alternato il letame e altri prodotti organici. La raccolta delle uve viene effettuata interamente a mano e in cantina si utilizzano solamente i lieviti indigeni“. Già solo a sentir parlare di lieviti indigeni mi torna alla mente un altro grandissimo del mondo italiano, toscano, senese, ilcinese del vino: Gianfranco Soldera. Ma della visita a Case Basse, grande privilegio concessomi, ne parlerò sicuramente un’altra volta. Torniamo a Caparsa e ai suoi meravigliosi vini: Chianti Classico Caparsino e Chianti Classico Doccio a Matteo, entrambi provenienti da due singole vigne. Paolo ci tiene a farmi notare come il suo casolare sia rimasto nei dintorni l’unico avamposto toscano circondato (e assediato) da lord inglesi, ricchi imprenditori dell’est europeo, nobiltà (decaduta?) tedesca e nuovi tycoon orientali. Di nuovo una piccola parentesi: arrivando a Caparsa da Castellina dove ero alloggiato, mi son imbattuto nelle indicazioni per Molino di Grace, nota (e brava) azienda della denominazione. Sarà stata mia profonda ignoranza, ma non posso nascondervi lo stupore quando Paolo mi ha corretto prontamente: “No, non Molino di Grace, ma Molino di Greis, sono americani loro!”. Adesso basta però, andiamo ai vini nel calice.

venerdì 21 ottobre 2011

Piastrino e Asinello serata a 4 mani


“Se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna”. Mai espressione calzò così a pennello. Vi chiederete perché ovviamente. Semplice. E’ da diverso tempo che volevo provare la cucina di Riccardo Agostini del Ristorante Piastrino di Pennabilli, ma non ho mai trovato occasione di andarci. Il mondo della ristorazione però riserva sempre delle belle sorprese e infatti qualche mese fa, durante una cena al Ristorante Asinello di Villa a Sesta, parlando con Senio Venturi, cuoco e titolare dell’Asinello, mi dice che è stato collega di Riccardo Agostini e che sono rimasti sempre in buoni rapporti tanto che mi aveva preannunciato la voglia di fare una serata a quattro mani proprio con Riccardo. Promessa mantenuta, eccoli allegramente in cucina al mio arrivo.

mercoledì 12 ottobre 2011

Alice di Milano


Più che una recensione questo sarà un semplice ricordo di un piacevole pranzo con il mio amico Andrea Alfieri, ex chef del ristorante Sempione42 a Milano e ora executive chef dell'Hotel Majestic Mountain Charme di Madonna di Campiglio.
Qualche foto per dare un'idea delle proposte della carta e le coccole riservateci.

lunedì 10 ottobre 2011

La Vignetta di Cantù


Ah ma allora esistono ancora le trattorie ruspanti dalle nostre parti!?! L'incontro con due colleghi nasce dalla semplice voglia di fare due chiacchiere quindi cerchiamo un locale simpatico che riesca a sfamarci e a farci trascorrere un paio d'ore rilassanti.
Molto frequentato anche all'ora di pranzo, La Vignetta rappresenta quella tipologia di trattoria verace ormai quasi scomparsa nelle zone del varesotto, milanese, comasco.
Prezzi bassi, piatti dal discreto all'appagante offrono una formula assolutamente vincente. Ottima per chi di passaggio per un piatto e via a pranzo, per chi (come noi) vorrebbe provare tutto il menu e per chi, alla sera, vuole uscire a cena senza essere spennato vivo e si è ormai stancato delle tante pizze a lievitazione gastrointestinale che ormai imperversano.

mercoledì 5 ottobre 2011

Classicità (e attualità) dell'Amarone

Il nostro andare ci porta dritti di fronte a una verticale in omaggio a un grande vino italiano, l’Amarone della zona classica. Siamo nei primi del '900 quando, dall'evoluzione del ben più antico Recioto, vino dolce, nasce l'Amarone, vino secco. Nel 1968 arriva la DOC a disciplinare questo vino dall'elevato (troppo?) grado alcolico e dai profumi importanti. Vitigni utilizzati: corvina, corvinone e rondinella, più altri vitigni a bacca rossa autorizzata nella provincia di Verona.
Eccoci di fronte a un campione dell’export italiano, con molte luci ma purtroppo anche qualche ombra dovuta a una serie di litigi tra produttori causati dalla nota assenza di una denominazione unica, magari garantita e controllata, che racchiuda in un sol disciplinare, e sotto un’unica bandiera, questo vino profondamente evocativo di un territorio ben specifico: la Valpolicella.


martedì 4 ottobre 2011

Alsazia - Terzo Giorno


Freddo, freddo, freddo, che freddo!! Ci svegliamo con una temperatura insolita, la perturbazione segnalata è proprio arrivata. 
Sul nostro taccuino la meta principale della giornata è Strasburgo, così ci mettiamo in moto (in macchina) verso la città sede del parlamento europeo. Lasciamo l'auto in un parcheggio sotterraneo proprio in centro (prezzi milanesi) e ci incamminiamo verso le principali attrazioni della città, prima però vorremmo scovare una pasticceria per una ricca colazione. Trovando molti locali chiusi ci accontenteremo di un pseudo bistrot proprio di fronte alla cattedrale, mi sono sentito un turista pirla all'ennesima potenza ma tant'è la voglia di dolce ha avuto la meglio.
Risultato: thè e torta piuttosto discutibili e si torna ai 12 gradi esterni con tanto di pioggerellina fastidiosa.