Blend4 di Azzate (VA)


L'equazione vincente potrebbe sembrare tanto semplice, prendi due sommelier di successo internazionale, Ivano Antonini e Luca Martini, e le rispettive (ed altrettanto capaci) compagne, recuperi una vecchia osteria mal sfruttata da un bar di provincia ed il gioco è fatto, sembra facile ma non lo è.

Ho aspettato qualche mese prima di visitare questo locale perché, si sa, anche i migliori hanno bisogno di rodaggio e questa fredda giornata di gennaio mi è sembrata perfetta per una sosta golosa.

L'insegna che vige sorniona sulle nostre teste potrebbe ingannare, Trattoria Montallegro, ma mi raccomando non tornate indietro, siete nel posto giusto. Quasi un peccato che i nostri amici non abbiamo potuto utilizzare quel nome per via di altri esercizi omonimi in zona ma con un'offerta alquanto differente.

All'interno troviamo un locale accogliente con quel giusto mix di modernità e tradizione, reso tale da un recupero della struttura faticoso ma assolutamente ben riuscito. Rinfrescanti la nota verde data da piante sparse qua e là e da decorazioni floreali, mise en place ben pensata (sono belli pure i bagni, il che non guasta).

Menu con il giusto numero di proposte, che punta soprattutto sulla ciccia e su piatti della tradizione toscana, con qualche aggiunta ittica.

Ci viene servito il cestino del pane che, vista la fame atavica (i miei avi pranzavano alle 12/12.30 non come noi alle 14), e la solleticante presentazione, è stato immediatamente assalito. Su tutti a mio modo di vedere spiccano i panini con nota dolce e semi di sesamo nero, peccato non averli provati con il crudo toscano tagliato al coltello.


Saltiamo l'aperitivo per dedicarci all'accattivante carta dei vini, dalla quale estrapoliamo un Chianti Classico Rufina '01 Selvapiana (20 euro), notato poc'anzi sugli scaffali della saletta. Stiamo parlando del prodotto base con dodici anni sulle spalle di questa splendida azienda, un succo goloso fatto di frutti rossi e balsamicità memorabile, tannino presente e perfettamente integrato in un corpo che fa della classicità il suo punto di forza, il tutto proposto ad un prezzo che invoglia a stappare.


Comincia il nostro percorso. Ecco i tortelli di pasta fresca con farcitura di patate, spuma all'olio nuovo, e pecorino stagionato 24 mesi (12 euro). Come avremo modo di notare anche con i prossimi piatti, la cottura della pasta, anche all'uovo, è al dente e la cosa ci piace; l'ingrediente che fa da trait d'union in questo caso è la spuma di olio, rinfrescante e saporosa, un piatto ben congegnato.


Se proprio vogliamo guardare il pelo nell'uovo, l'unico piatto normale sono state le tagliatelle fatte in casa con ragout di cinghiale (12 euro) che mancavano appunto di uno sprint magari data da una noce di burro in mantecatura o da qualche spezia o erba aromatica in più in cottura, piatto buono ma migliorabile.


Torniamo sui binari del gusto da applausi con L'Agnello. Rollè, costine e crema di patate (15 euro). Se la costoletta è risultata rosea, succosa e allietante, cosa dire della parte croccante e lipidica del rollè? Emozionante per consistenza e per le decise note pecorecce.


Atipico, almeno per me nella versione asciutta, il peposo alla Fornacina su passata di ceci (13 euro). Muscolo di manzo morbido e ben venato, nota di pepe presente ma non eccessivamente incisiva, accompagnato da ceci lessati conditi con del profumato olio extra vergine.


Terminiamo con il pollo ed il suo paté (10 euro), servito dietro richiesta come secondo pur essendo un antipasto. Il petto (in foto nascosto dal pane) è stato cotto per due o tre ore a bassa temperatura e non sembra nemmeno lontano parente di quelle carni stoppacciose alle quali si è abituati, ma regala croccantezza, grazie alla brasatura finale, sapore e morbidezza. Di altro stampo il paté che ingloba la giusta nota speziata, che ti aspetti, ed un gusto maschio.

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In accompagnamento, salendo di intensità, abbiamo optato per un Chianti Classico Riserva '98 Querciabella (30 euro). Esplosione di spezie dolci nei primi minuti, poi escono le note terrose pur mantenendo un frutto succoso. Vino maturo, da ascoltare pian piano e da godere prima della prossima fase che rischia di essere discendente. 


Avremmo voluto provare tutta la proposta dolce ma ci siamo limitati a pescare un dessert dal mazzo, dessert che si rivelerà ottimo, il biscotto, cioccolato e fior di sale. Dopo aver avuto la conferma che l'abbinamento di ganache di cioccolato e sale Maldon è una fig...ehm leccornia pazzesca, e che se ci aggiungi una nota agrumata e una croccante hai fatto en plein, ci avviciniamo al momento del caffè (arricchito da dolcetti offerti) e del conto, ancora più sereni. 

Quest'ultimo non può lasciare indifferenti, due bottiglie anziane ma arzille in tre, due piatti cadauno più dolcetto da dividere e tutto ciò che ruota intorno, per 50 euro a testa, un prezzo che credo valga il viaggio da Milano.

Luca Formenti 

Ps ho seguito il consiglio di Ivano, vino vecchi e donna giovane (e bella).

Blend4
Via Piave 118
21022 Azzate (VA)
Tel +39 0332 457632

Commenti

  1. Vini vecchi e donne giovani consiglia apertamente il sommelier ?
    Coraggioso Ivano ;-)
    Dovrò andarlo a trovare per sentirne qualcun'altra...

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