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Visualizzazione dei post da 2012

Gita in Franciacorta

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Se non fosse per l'aver riportato a casa il mio caro amico, nonché collega, Joe con 90 minuti di ritardo sulla tabella di marcia, la giornata avrebbe veramente rasentato la perfezione.
Quindi un grazie agli amici mangioni Mauro e Manuel, a Joe e a me, bé all'organizzazione ho pensato io quindi una pacca sulla spalla me la do e via che si racconta.

Case Basse

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Ho già avuto modo di parlarvi di Brunello, l'occasione era quella di una degustazione di alcune bottiglie con gli amici dell'Associazione Vampiri della Vigna di Como. Stavo per inviare a Luca, carissimo amico e ideatore di questo blog, il racconto di una cena, straordinaria per intensità e intimità, al Ristorante Grillo di Capiago Intimiano in compagnia di Gianfranco Soldera, quando  cinque giorni esatti dopo quella serata, arriva da Montalcino una notizia impensabile.

Cucina del Toro di Milano

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A un anno di distanza dall'ultima visita, eccomi di ritorno alla Cucina del Toro in occasione di un piacevole pranzo con un mio caro compagno di merende. Sita in via Camperio, quindi zona centralissima, a due passi dalle piazze Cairoli e Cordusio, la Cucina del Toro rappresenta per molti un approdo sicuro per un pranzo di lavoro o di piacere.

Taverna Pane e Vino di Cortona (AR)

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Cortona è una elegante cittadina arroccata in una collina soleggiata, piena di boschi olivi e vigneti. Il centro storico va visitato passeggiando, con calma e godendosi ogni scorcio che offre. Di fronte al Teatro Signorelli all'interno di un arco, si trova questa frequentata e allegra osteria, dove il vino fa da Padrone.

Osteria Le Panzanelle di Radda in Chianti (SI)

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Siamo nel cuore del Chianti Classico, quello vero, puro, autentico. Siamo al confine fra le province di Siena e Firenze, in località Lucarelli, piccolo agglomerato di case lungo la vallata del Pesa, in mezzo a boschi e vigneti. Lungo questa tranquilla strada si trova l'Osteria Le Panzanelle, che non è il plurale della panzanella inteso come piatto, bensì è l'origine delle ragazze che gestiscono il locale, che sono di Panzano in Chianti a pochissimi km da Lucarelli.

Sapori dell'Anno 2012 e Milano Restaurant Week

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Ringrazio la mia amica Sara per la segnalazione, parte oggi infatti la Milano Restaurant Week, che permetterà di consumare un pasto composto da tre portate a 25 euro in alcuni tra i ristoranti milanesi più conosciuti. Da sottolineare lo scopo benefico dell'iniziativa volto a sostenere due associazioni onlus, la Fondazione Progetto Arca e la Fondazione Italiana per il Cuore, ad ogni menu venduto verrà infatti devoluto 1 euro.
Sfruttate questa occasione e fate girare la voce, vi lascio un link con l'elenco dei locali aderenti: http://saporedellanno.com/nm_quemsomos.php?id=137
Luca Formenti

Love Eat di Castellanza (VA)

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Torniamo a distanza di qualche mese al Love Eat per vedere come è evoluto il locale. Premetto che mi è giunta all'orecchio una notizia: parte della proprietà si è messa da parte, parlo del responsabile del ristorante Rossini di Legnano, riferisco prettamente a titolo informativo.
Tavolo da quattro, una coppia di amici a farci compagnia ed un ambiente che sembra non aver subito particolari modifiche dall'apertura.

Giove Tonante, Angelo Gaja.

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Gaja è un marchio, Gaja è una persona, Gaja è un personaggio. Il vino viene dopo. Angelo Gaja è un signore che compare su wikipedia in inglese e in tedesco, ma in italiano no. Non si fa voler bene, forse. Annata 1940, annata ruvida, schietta, senza fronzoli. O con lui, o contro di lui. Persona che mi affascina, seppur condivida poco del suo modo di pensare e creare il vino.


Queste brevi righe per introdurvi in una serata incredibile che ho avuto la fortuna di vivere con persone unite dalla mia stessa grande passione: bere meno, bere meglio (certo, di fronte a 9 bottiglie in un colpo solo, andrebbe spiegato meglio questo mio motto ma sarà per un'altra volta). Privilegio sicuro che però, parlandone, rischia di apparire come un mero esercizio narcistico tipico di noi amanti del buon vino. “Ieri ho bevuto un Gaja del ‘77”. “Settimana scorsa ho assaggiato un Yquem del ‘70”. “L’anno scorso ho degustato un Mascarello del ‘66”. E via dicendo. Magari impreziosendo il tutto con particolari…

Rosso di Sera di Busto Arsizio (VA)

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Diciamo la verità, i locali seri a Busto Arsizio sono davvero pochi, spesso ci si imbatte in pseudo trattorie senza arte né parte con prezzi da ristorante, e ristoranti con prezzi da stellati che ti lasciano l'amaro in bocca. Da qui la mia disaffezione alla ristorazione nostrana, ma questa sera Alice ed io dobbiamo festeggiare e ci vuole un locale che ribalti la mia tesi, seguo il consiglio di un mio consanguineo e prenoto a quello che un tempo fu il ristorante Aristide e Fiore, casa dei Bruscitt e del loro magistero.

Sbarbacipolla Biosteria di Colle Val d'Elsa (SI)

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Passione, conoscenza, allegria e non per ultimo professionalità sono gli ingredienti per una magnifica ricetta di ristorazione. Nicola Bochicchio in cucina e Chiara Salvadori in sala, hanno creato questo locale che non può non suscitare simpatia. Arredamento informale e colorato, bagni con spunti simpatici, piccoli dettagli che fanno la differenza e soprattutto sempre sorrisi e ottimi piatti.

Trattoria delle Zucche di Osmate (VA)

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La serenità delle giornate inaspettate, la possibilità di trascorrere qualche ora gioviale con la propria splendida amata, qualche sorriso, molti sorrisi, qualche commento inevitabile riguardante i vicini di tavolo (lo ammetto so essere una zitella acida), la cinta (non quella milanese) che comincia a tirare dopo un pasto luculliano...meraviglioso e quantomeno necessario fancazzismo.

Osteria della Villetta di Palazzolo Sull'Oglio (BS)

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Comincio dal fondo, ossia con un quesito che mi è sorto: ma per avere la chiocciola Slow Food conta avere una lista infinita di prodotti dei Presidi o seguire una filosofia slow partendo da materie prime ricercate (e non per forza presidiate, presidi la qual creazione costa molto al produttore ed in un secondo momento al consumatore)? No, perché forse non sapete che sto andando a raccontare l'esperienza vissuta in un indirizzo che rappresenta appieno la mia idea di trattoria, quella vera, con piatti veri, con sapori veri, nei quali si sente la passione vera, con sorrisi veri e gente genuina...ah dimenticavo però con una chiocciola in meno.
Poco male, si vive anche senza chiocciole e stendardi ma forse qualcosa nel sistema non funziona e spero che altre segnalazioni possano far rinsavire il responsabile della guida Osterie d'Italia.

Brielli di Bormio (SO)

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Qualche tempo fa ho parlato di queste caramelle durante il racconto dell'esperienza ai Tigli a Teglio. Mi sembrava doveroso approfondire l'argomento immortalando le confezioni del prodotto e dando un paio di indicazioni a chi volesse provarle.

BiancoLatte di Milano

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Per qualcuno è un locale asettico, per altri un locale fantasmagorico, come sempre mi pongo nel mezzo, il mio habitat preferito. Le sale sono curatissime, di un biancolatte pulito, ambiente luminoso, bellissimo con questo parquet scuro, insomma il massimo per una gelateria (altro discorso per la pausa pranzo, ne parlerò un'altra volta, magari).

Appuntamento al Kuminda alla Cascina Cuccagna di Milano 11-15 Ottobre '12

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Diamo spazio ad un evento che ci sembra interessante, andateci se potete e raccontateci la vostra esperienza. 

Milano | 11-15 ottobre 2012 KUMINDA: COLTIVARE LA DIVERSITÀ
Il festival del diritto al cibo giunge alla terza edizione: degustazioni, spettacoli e incontri alla Cascina Cuccagna e all'Apollo Spazio Cinema

Dall'11 al 15 ottobre a Milano torna Kuminda, il festival del diritto al cibo, organizzato da ACRA e Terre  di  mezzo  Eventi: cinque giorni  di spettacoli,  degustazioni,  incontri,  laboratori dedicati all'alimentazione in tutti i suoi aspetti. Kuminda racconta il cibo attraverso molteplici suggestioni – dalla cucina ai laboratori, dai seminari agli incontri - per parlare di chi lo consuma, di chi lo produce, per condividere le esperienze virtuose di produzione agricola, i progetti di cooperazione con i paesi del Sud del mondo, le filiere di distribuzione sostenibili, le scelte di consumo consapevoli.

Osteria Il Castagno di Vivo d'Orcia (SI)

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Il senese ha la propria Montagna, l'Amiata, vulcano spento ricco di sorgenti che danno da bere e quindi vita, a tutto il comprensorio sud della Toscana. Proprio in una di queste sorgenti, la più importante quella dell'Ermicciolo, si trova Vivo d'Orcia, piccola frazione del comune di Castiglione d'Orcia. Siamo alle pendici dell'Amiata, all'inizio del più grande bosco di faggi d'Europa. La frazione ha anche una parte antica, con il maniero e l'eremo, ma qui si viene soprattutto per rilassarsi e respirare aria buona visto che siamo già a 900 metri slm.
Qui da sempre lavorano Rossano e Seriana, figli d'arte visto che la mamma di Rossano già aveva una pensione in paese fino agli anni '70 quando venne a mancare. Sono sempre stati a contatto con i villeggianti e hanno grande professionalità oltre che un senso dell'ospitalità davvero d'altri tempi.

Appena arrivati, con Rossano si va subito a fare l'aperitivo in cacioteca, una cantina 'v…

Tufjano di Colli della Murgia (Puglia)

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Comincia da qui un esperimento, quello della sezione 'calici di cinta', che ci balenava per la testa da qualche tempo. Cosa ben diversa dai post di Stefano, altamente più competente di noi, questi brevi scritti vogliono mettere in risalto (oddio in risalto, li leggeranno in pochi) quei vini dal buon rapporto qualità/prezzo che ci hanno pienamente convinti durante visite in cantina o acquisti fatti qua e là, magari dietro consiglio di qualche esperto del settore.

Bar Chiosco dell'Abbazia di Acqualagna (PU)

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Per chi come me, proviene dall'alto Tirreno, uno degli ingressi per entrare nelle Marche è la zona del Monte Catria, fra Gubbio e Fano. Tappa obbligatoria per i buongustai è sicuramente Acqualagna, famosa per i suoi tartufi. Non ci sono solo quelli, ma c'è anche il paesaggio intorno che è davvero suggestivo, come la Gola del Furlo formata dal Fiume Candigliano.

Poco prima di entrare nella Gola, sempre lungo la via Flaminia, si deve fare una sosta alla Abbazia di San Vincenzo, pieve romanica costruita nel 1042 e che tuttora al suo interno, mantiene integro tutto il suo fascino.

Ai tigli di Teglio (SO)

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La voglia di Valtellina ci ha accompagnati per mesi ma per un motivo o per l'altro non è stata mai soddisfatta. Per ovviare a questa mancanza, una grigia mattina di agosto, Alice ed io ci siamo decisi a partire, così, di punto in bianco, e in paio di ore eravamo già a Teglio (non poteva mancare una sosta alla Latteria Sociale Valtellina a Delebio, dove troverete, oltre a formaggi e vini, i biscottini alle nocciole della panetteria-pasticceria Leoni di Ponte in Valtellina e le caramelle alla camomilla Brielli, IMPERDIBILI).

Gelateria Cagliani di Luino (VA)

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Una sola parola per descrivere questa gelateria? Unica. L'unica infatti che con un semplice cono di fiordilatte/yogurt e lampone sia in grado di farmi uscire più soddisfatto che mai. Forse perchè il lampone è il migliore mai provato, uno sconvolgimento dei sensi, una cascata di dolci lamponi freddi. Ma andiamo per gradi.

Giro di Vite di Albizzate (VA)

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Locale in agenda da mesi e mesi, da quando un amico mi segnalò questa giovane new entry in un panorama culinario varesino fermo al palo, poi venne il sondaggio Eat Out Award di Varese news, che vide il Giro di Vite vincitore del "concorso", come avrei potuto esimermi da una prova completa con un amico mangione?

SoloPizza (Viale Umbria) di Milano

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Le paninoteche milanesi mi avevano fatto perdere la bussola, portandomi ad abbandonare per troppo tempo le migliori pizzerie milanesi segnalate da Visintin su ViviMilano. Così spinto da un consiglio di una puntigliosa amica mangiona, ho deciso di spingermi fino al Viale Umbria alla ricerca dell'impasto (napoletanmilanese) perfetto.

Molino Santa Marta di Casterno di Robecco S/N (MI)

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Ogni anno, più o meno in questo periodo, una capatina all'Agriturismo Molino Santa Marta la si fa sempre volentieri. Questa volta però siamo solo in tre, in una calda e soleggiata giornata di inizio luglio.

Bar Tommasi di Milano

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Recensione stringata quella del Bar Tommasi, motivo? L'investimento di 8 euro per uno pseudo panino e mezza naturale credo possa bastare.
Ore 12.30, locale ovviamente piuttosto tranquillo. Saletta principale con bancone nel mezzo, pareti dai colori caldi, un grande specchio, che dona profondità ad un ambiente contenuto, ed il classico angolo con foto dei clienti affezionati, il tutto mi è sembrato gradevole.

La Rava e La Fava di Busto Arsizio (VA)

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Capita di fare millanta chilometri per mettere le gambe sotto il tavolo e poi non si prendono in considerazione osterie plurirecensite da guide nostrane, che si trovano ad un tiro di schioppo da casa tua.
Per ovviare a questa mancanza ho deciso di arruolare un mio caro amico, a cui devo la scoperta dell'ottimo Gb Bar di Milano, per testare le qualità di questo locale.

Menzaghi di Fagnano Olona (VA)

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Quanti anni sono passati dall'ultima visita in questo ristorante-enoteca. L'ultima volta la ricordo bene perché credo di aver bevuto il primo vino sorprendente, uno chardonnay californiano con almeno 20 anni di affinamento, non ero ancora maggiorenne e mai mi sarei immaginato di appassionarmi così tanto a questo mondo, il proprietario di questo locale ha una parte di "colpa".

Pasta Fresca di Milano

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Altro locale scoperto durante le mie perlustrazioni paninare (proprio di fianco c'è il Bar Tommasi). Saletta mignon con tavoli in legno bianchi "antichizzati" con alti sgabelli dello stesso stampo (come si vede nella foto) e qualche tavolino basso in metallo, per un totale circa 25 coperti.
Di fronte una vetrinetta con pasta fresca - ordinabile sia per il consumo in loco che per asporto - e nel retro una porticina che dà sulla piccola cucina.

Pizzeria Meucci di Milano

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Pizzetta di defaticamento da week end gastronomico impegnativo? Meucci potrebbe far al mio caso, ricordo una segnalazione di un anonimo lettore, perché non provare?
Locale sito in zona centrale nei pressi della stazione Cadorna, saletta piccola con un ventina abbondante di coperti, tavolini piuttosto semplici con sedie tipiche di baretti all'aperto di qualche tempo fa.

Grom (Via Santa Margherita) di Milano

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Sapevo che prima o poi avrei dovuto parlare di Grom. Si è detto di tutto e di più di questo marchio, quindi non cercherò di fomentare ulteriori ed inutili discussioni sulla sua artigianalità, sull'azienda biologica Mura Mura e via discorrendo, ma porterò a voi, semmai vi interessi, la testimonianza dell'ennesima prova di questo gelato di cui si fa un gran parlare.

Il Vinodromo di Milano

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Sono passati mesi e mesi dalla prima volta in cui ebbi in mano un bigliettino da visita del Vinodromo, quando Matteo Fronduti, chef del ristorante Manna, mi consigliò di provare alcune delle bollicina francesi proposte in questo grazioso locale in zona Bocconi.

De Santis di Milano

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L'ho lasciato quasi per ultimo perché rappresenta la storia del panino a Milano e perché si sono "sprecati" centinaia di commenti su questo locale di Corso Magenta. Non conoscendo per filo e per segno il passato splendore degli anni '80, racconterò semplicemente la mia esperienza di questo pranzo di un anonimo lunedì.

Trattoria del Borgo di Monteveglio (BO)

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Ci sono posti che ti entrano subito nel cuore per tanti e svariati motivi. Monteveglio è uno di questi. Il paesino si trova fra Bologna e Modena, nelle prime colline che fanno da ingresso all'appennino. La campagna è molto ordinata e vissuta e tutto ciò fa si che anche il borghetto, posto nella parte alta della collina, sia contornato e risaltato da tale ordine. La Trattoria si trova all'interno di questo borgo fortificato, da qui il nome del locale.

Nel suo interno il locale è accogliente, ha due salette che si trovano mezzo piano sopra e sotto rispetto all'ingresso. Entrambe possono contenere circa 20 persone ciascuna e una quarantina sono anche i posti che  possono stare all'esterno durante la bella stagione. Noi, avendo prenotato all'ultimo minuto, avevamo trovato già esaurito il giardino, ma non è stato un male vista la serata afosa dove neanche qui a 300 metri, tirava un filo di vento.

Panini Durini (Largo Donegani) di Milano

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Il mio programma quotidiano non comprendeva una sosta da Panini Durini, ma poi mi sono chiesto: "perché non controllare se questo punto vendita vale quello di Via Durini?".

Gelato Giusto di Milano

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Delle volte succede che vai in un locale, provi qualcosa, ti fai un'idea del valore della proposta e poi, pur rimanendo soddisfatto, passi oltre e tendi a dimenticartene. Da Gelato Giusto questo non mi è ancora capitato, ci sono passato la prima volta trovando chiuso (basterebbe informarsi prima), ci sono ripassato per provare i gusti base e poi mi sono fatto prender per mano (in senso metaforico) e mi sono lanciato sugli accostamenti più particolari che mi hanno dato il colpo di grazia convincendomi della qualità di questo gelato.

Ul Gelate' di Parabiago (MI)

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La mamma è sempre la mamma. Sono passate al massimo 5 o 6 ore da quando mia madre mi ha segnalato questa gelateria: 'sai ieri ho mangiato un gelato delizioso, avrei da consigliarti un paio di gusti da provare', mi ha detto. Come non fidarsi delle sue parole? Ma Parabiago non è proprio dietro l'angolo, così prendo l'occasione di fare una degustazione all'Enoteca Longo di Legnano, e decido di cenare con un sostanzioso gelato (alla fine ne ho mangiati due).

Idea Verde di Olgiate Olona (VA)

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Quando ti svegli con una certa voglia, rischi di portartela con te per tutta la giornata e così e successo a noi. Non pensate male mandrilli (la altre voglie con una ragazza così sono all'ordine del giorno), sto parlando di una voglia di un bel fritto e di un fresco calice di bianco. Faccio un paio di telefonate ma niente frittino di paranza senza prenotazione, così chiediamo consigli in giro e ci facciamo convincere da una segnalazione di un amico.

Ciacco di Bologna

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Conosco questo locale dal 2004, cioè da quando è stato rilevato dall'attuale gestione. Ricordo sempre la prima volta che passai lì davanti, lessi 'Enoteca con cucina' e mi incuriosì, ma non fu possibile cenare perché avrebbe aperto da lì a qualche giorno, la nuova gestione. Mi segnai il posto e ci tornai una settimana dopo l'apertura. Che bel menù! C'era la parte riguardante la tradizione, ma erano i piatti della fantasia che mi incuriosivano. A distanza di otto anni ricordo sempre uno dei dessert più buoni mai mangiati ovvero 'Nuovo espresso Italiano', una cialda di cioccolato a forma di tazzina con dentro un semifreddo al caffè ricoperto da una ottima crema di latte che riempiva la cialda, servita con qualche granella di cioccolato tanto per renderla più  golosa. Dessert piacevole, ben presentato e molto molto gradito.

Stefano e Salvatore sono le anime di questo locale, sempre sorridenti, sempre pronti a dispensare consigli e a darsi da fare.

Gelateria Porta Romana

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Ho sempre pensato che camminare facesse bene, principalmente alla salute e secondariamente per curiosare in giro, sempre alla ricerca di qualche locale a me sconosciuto. Non mi sembra di aver mai sentito parlare della Gelateria Porta Romana, anche l'insegna sembra piuttosto nuova, stessa cosa dicasi per gli interni, curati e puliti.

Bar Quadronno di Milano

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Girando per paninoteche ed essendo nel bel mezzo della prova dello zoccolo duro dei locali storici milanesi, mi è sorta una domanda: ma quanto può costare un buon panino? Quanto siamo disposti a pagare per una pausa pranzo veloce ma soddisfacente con pane e companatico?

"Gelateria" Bastianello di Milano

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La primavera è arrivata da un pezzo! Ok, cercate di fare finta di niente nel caso doveste vedere ombrelli aperti e giubbini caldi che coprono anche i turisti meno freddolosi...è tempo di gelato!!
La ricerca sarà lunga e caloricamente dispendiosa ma, con un intero team a disposizione (sulla Cinta sono da solo ma su Scatti di Gusto le spalle non mancheranno), riusciremo a proporre qualche indirizzo interessante, promesso.

Al Cambio di Bologna

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Qual è il miglior ristorante di Bologna? Non li ho provati tutti ma secondo me il ristorante 'Al Cambio' è difficile batterlo. E' la terza volta che ci vado e sono uscito sempre soddisfatto. Il locale si trova nella periferia nord della città, intorno all'uscita 7 della tangenziale, vicino alla Fiera.

Dentro è un posto senza tanti fronzoli, pulito e lineare, tavoli giustamente distanziati, qualche separé per dare un po' di movimento all'unica sala. Il servizio è da più stelle michelin, gentilissimi, garbati, di lungo corso, mai una parola di troppo, mai troppo distacco e sempre dispensatori di consigli. Sanno essere rassicuranti e sanno fare il loro mestiere. Bravissimi, secondo me tanti di questo mestiere dovrebbero venire ad imparare da loro.

Ribolla Gialla, bellezza estrema

Nessuna fotografia questa volta, né ai vini né alle etichette né ai volti dei produttori presenti in sala. Voglio che le mie parole stimolino in voi, cari lettori, le stesse sensazioni che ho provato assaggiando questi vini ad occhi chiusi. Sperando di non addormentarvi, ovviamente.

Dove siamo? Oslavia, terra di battaglie e morti al di là dell’Isonzo, paese di ciliegi e vigne, terra di uomini autentici, rudi, veri. Oslavia, frazione di Gorizia, a circa due chilometri dal centro urbano, sulle propaggini orientali del Collio. Parlare di Oslavia vuol dire fare memoria: 57’740 soldati in maggioranza italiani, per lo più ignoti, riposano nel Sacrario Militare; uomini, giovani per lo più, morti nel corso delle undici battaglie che ebbero luogo in questi posti durante la Grande Guerra. No Signori, non si può prescindere da questi fatti avvicinandosi alla Ribolla Gialla di Oslavia. Tant’è che Dario Princic ci ricorda che alcuni vigneti di coloro che fanno parte dell'Associazione Produttor…

Pizzeria Berberé di Castel Maggiore (BO)

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Siamo sempre alla ricerca della pizza perfetta, chiediamo agli amici più o meno gourmet dove loro vanno a mangiarla. Mi sono sentito consigliare diversi locali dove fanno 'la vera pizza napoletana', con il risultato che erano altrettante pizze diverse, nell'impasto, nel condimento ecc... Alla fine sono arrivato al punto che non mi importa nulla di come è la vera pizza napoletana, bensì sono soddisfatto solo quando me la sono digerita senza problemi e mentre la mangio provo soddisfazione, con buona pace del target della pizza. A Castel Maggiore ho trovato un'altra pizza ancora, qualcuno mi ha detto 'non è la vera pizza', ma posso dire? A me è piaciuta da pazzi.

La Pizzeria Berberé si trova all'interno del centro commerciale Le Piazze di Castel Maggiore. In questi centri di solito si trovano quasi esclusivamente franchising, ma non è questo il caso. Si intuisce qualcosa di diverso, dai 'comandamenti' che vengono elencati all'ingresso dall'imp…

Napul'è di Como

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Mancando da qualche anno, non mi sarei mai aspettato di trovare questo arredamento in Via Dottesio al 22, caspita quante migliorie. Innanzitutto devo specificare che la foto si riferisce alla saletta al piano superiore dove la gentile cameriera ci ha condotto. 
Belle le travi in legno, gradevoli i colori caldi delle pareti, un quadro di fronte a noi rappresentante un'ultima cena rivista alla napoletana, tavoli dalla semplice mise en place, buon numero di coperti e buona l'affluenza per essere un sabato a pranzo.

Eataly - Combal.Zero incontro a Bologna

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Per una serie di fortunate coincidenze mi sono trovato a Bologna nel posto giusto al momento giusto. Grazie alla complicità di un collega appassionato più di me di cucina e dintorni, che ha prenotato per noi e per altri suoi amici un tavolo da Eataly a Bologna, abbiamo potuto assistere alla serata speciale dedicata a Davide Scabin.

Avevo sempre sentito parlare del suo estro, ma non avevo mai visitato il suo quartier generale posto all'interno del castello di Rivoli. Raccontare la cena non è facile, le cose da dire sono un'enormità. Solitamente alla fine di questi eventi esce il cuoco e dice sempre le solite frasi di rito spesso scontate, non è così Scabin che se n'è uscito con un comizio che era una goduria ascoltarlo, 15-20 minuti degni di un grande oratore ai quali istituzioni e compagnia bella dovrebbero dare ascolto. Difesa sul tonno, dubbi su allevamenti marini, agricoltura sostenibile, salvaguardia di prodotti in pericolo di estinzione....insomma un intervento da le…

Il Dolce Sogno di Castellanza (VA)

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Frequento da tempo questa gelateria, ma non mi era mai capitato di dare un'occhiata al suo sito dove viene ampiamente descritta la storia del locale e di chi ha voluto crearlo.
Mille sacrifici sono stati fatti da Lucia Sapia per mettere in piedi questa macchina produttiva, cercando di offrire qualcosa di diverso e di sempre nuovo, tanto da riuscire nel tempo ad aprire anche un secondo punto vendita a Cassano Magnano.

Bar della Crocetta di Milano

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Quest'oggi ho provato un locale storico milanese del quale ho sentito spesso parlare per i suoi panini superimbottiti, per molti indimenticabili, per altri una gran ciulata (su tripadvisor).
Facile trovarlo in C.so di Porta Romana, proprio a due passi dalla fermata metro Crocetta. Locale disposto su due piani, interni non particolarmente ben tenuti, servizio curato da due ragazze, una delle quali avara di sorrisi.

Crotto del Lupo di Como

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Un ritrovo infrasettimanale tra colleghi ci porta in un locale della tradizione comasca, tradizione per quanto riguarda la longevità del ristorante e non l'impronta della sua cucina che strizza l'occhio principalmente a quella valtellinese.
Dall'uscita autostradale Como-Monte Olimpino si segue una stretta via in salita che, tra uno scorcio del lago di Como dall'alto da una parte e una zona residenziale dall'altra, ci porta in un luogo che sembra ben lontano dalla frenesia del centro e del confine svizzero.

I Formaggi del Boschetto di Albenga (SV)

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Capita che anche nell'Alto Milanese vengano organizzate manifestazioni interessanti, meglio non farsele scappare quando succede. Esempio lampante è il Formaggiore, rassegna (eno)gastronomica che si svolge ogni anno nel cortile del municipio del comune di Cerro Maggiore.
Prevalenza di produttori di formaggi, ovviamente, ma anche di salumi vari, miele, riso e vino, poche bancarelle ma ben selezionate provenienti da varie regioni italiane. 
Un prodotto in particolare mi ha colpito e vorrei testimoniarne la bontà, ossia la Toma di Pecora Brigasca.

Il recupero di una denominazione storica: Chianti Classico Docg

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Dopo più di un mese di silenzio torno a scrivere un pezzo per La Cinta, e riparto da una delle denominazioni che più porto nel cuore: Chianti Classico, la mitica zona del black rooster. 

Mi è già capitato di raccontarvi qualcosa riguardo questa DOCG parlando dei vini di Caparsa (http://lacintamilanese.blogspot.it/2011/10/caparsa-vini-veri.html). Li avevo definiti "vini veri". Ritorniamo allora, con quello stesso spirito di ricerca, in quei paesi, tra quei colli coloratissimi, in mezzo a quella natura selvaggia ma eccezionalmente modellata dalla mano sapiente dell’uomo toscano. 
E sia mai che capiti anche a voi di passare un’estate, come il sottoscritto ha fatto insieme alla sua dolcissima fidanzata, baciati dalla luce del tramonto chiantigiano tra Castellina in Chianti, Gaiole, Greve e Radda. Non ne rimarrete delusi, ve lo assicuro. Senza dimenticarvi ovviamente il passaggio obbligato all’Osteria Le Panzanelle di Lucarelli: penso che la mia espressione in foto qua sotto dica…

La Cruna del Lago di San Maurizio d'Opaglio (NO)

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Ci sono locali che ti entrano nel cuore per vari motivi, dove vorresti che il tempo si fermasse, locali che vorresti fossero proprio dietro casa tua per poter, di tanto in tanto, provare qualche nuovo piatto del menu, locali che vorresti sponsorizzare ad alta voce, sapendo di fare sempre un'ottima figura.
Il motivo? Una cucina ben fatta, che comprende sia piatti di semplice concezione che di ricerca di contrasti, un servizio affabile, cordiale e con i tempi giusti, una cantina non banale, un rapporto qualità prezzo davvero ottimo e, ultimo ma non meno importante, una coppia che ne tiene le redini che merita successo per la passione che dispensa nel proprio lavoro e la capacità di essere perfetti ospiti.

Paninoteca (Galleria Buenos Aires) di Milano

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Fuorviante l'indirizzo di questa paninoteca, l'entrata della stessa infatti si trova sulla Via Giovanni Masera. Premetto questo prima che qualche sciagurato lettore decida di provarla e si ritrovi, come il sottoscritto, a passare uno ad uno i negozi della galleria, rischiando di entrare in un bar che tutto ha tranne che le sembianze di un locale di successo.