Fivi 2015 IL Mercato



Cos'è il mercato Fivi? E' la fiera del consumatore consapevole, del curioso, del viticoltore spesso sorridente nel vedere i carrelli pieni di vini propri e di colleghi (vedi Patrick Uccelli che si complimenta con il sottoscritto), è la fiera della qualità media soddisfacente, delle code ai banchi dei big e delle scoperte di piccoli produttori sconosciuti, è la fiera della battaglia navale per poter degustare in sequenza i vini di una stessa denominazione.

Partiamo come lo scorso anno da uno degli stand più simpatici, quello di Ermes Pavese dove troviamo all'apertura del mercato la moglie e soprattutto la giovanissima figlia che ci presenta i prodotti dell'azienda, deliziosa nei modi e preparatissima. Vini precisi, come sempre, di freschezza algida come vuole l'ubicazione delle vigne, "vini di sorgente", sembrano sgorgati direttamente dalle rocce, sopratutto il pas dosè da uve annata 2013, e il blanc de morgex et de la salle 2014 (10 euro), con un equilibrio tra frutto, acidità e mineralità da applausi.
Il passaggio in legno del Nathan snatura un po' la vivacità del priè blanc, sarebbe da risentire con qualche anno sulle spalle.


Poco più in là non possiamo non passare da Castel Juval, i loro riesling sono noti ai più, bellissimo per beva intrigante il 2014, la riserva Spielerei 2013, una selezione in vigna delle uve migliori, presenta un bellissimo corpo ma è ancora chiusa a riccio.


Andiamo in Piemonte. Favaro e la sua interpretazione dell'erbaluce ci sono piaciuti molto, accattivante Le Chiusure 2014, di prospettiva il 13 mesi 2014. Ancora più intrigante se presentate prima di una verticalina di quest'ultima etichetta che ne fa vedere le potenzialità eccezionali, 2013 che comincia ad offrire sbuffi minerali intensi al naso, 2012 figlia dell'annata calda, più rotonda, 2010 commovente, di equilibrio finissimo, bellissima realtà. Asterisco rosso anche per la Freisa 2014, fresca, leggiadra, speziata, presa al volo.

Riusciamo a farci largo al banco di Walter Massa, lui passa di tanto in tanto, lascia il tutto al suo fiero e diversamente dotato di scarpe collaboratore/amico/one man show. Riusciamo a provare giusto il Derthona 2013, bello, fresco, sapido, teso, prese due bocce e via (il marasma non ci ha permesso di provare il resto della gamma).

Passiamo da Pietracupa, presenti greco e fiano entrambi 2013. Il Fiano ancora un po' sulle sue, il greco si dona al pubblico con il bel frutto e una bella lunghezza, da farne scorta (al mercato al massimo una bottiglia per tipo).

Torniamo dalla sorpresa della scorso anno, Mattia Filippi, Muller Thurgau 2014, buon prodotto ma non così emozionante come il 2013 provato lo scorso anno e riproposto in piccola quantità anche in questa occasione, grandissima versione per la Cuvèe Augusto Primo millesimo 2011, lungo, complesso, ben equilibrato, bellissima bolla.

Conferma l'ottima riuscita dello scorso anno anche il Pecorino Don Carlino '14 De Fermo, pieno, di struttura, minerale, con bella acidità, purtroppo terminato vista l'esigua produzione.

Passiamo ai rossi.
Cominciamo dall'Alto Piemonte con Boniperti. Nasino di femminile suadenza per il Carlin 12, leggiadro, più equilibrato rispetto a Verona, e buon corpo per il Fara Barton 12, con la vespolina che vivacizza il frutto.

Saltiamo in Valpolicella, terra da riscoprire e pochissimo presente nella mia cantina, cerchiamo qualcosa di fresco, lontano da certi prodotti marmellatosi e li troviamo in fretta da Antolini, un'altra sorpresa di giornata.
Si parte con il rosso più semplice, con tappo a vite, fresco vino da merenda a pochi euro ma tutt'altro che banale, si sale decisamente con il Valpolicella Classico 2012 e con il Ripasso 2013 pur mantenendo quella linea accattivante, bella sapidità, slancio, vini da bere oltre che da degustare.

Continuamo con Ca' Rugate e anche qui troviamo un Valpolicella Classico dalla grande beva, bel corpo, buona progressione in bocca al quale però gli abbiamo preferito il Ripasso 2013 (10 euro) per la sua struttura di tutto rispetto.

Passeggiando scoviamo anche Cottini, bellissima chiacchierata e anche qui una Valpolicella che purtroppo difficilmente si ritrova nelle carte dei vini, ottimo rapporto qualità/prezzo, ne scriverò sicuramente alla prima stappatura.

Tenuta Grillo rappresenta la frontiera naturale senza fronzoli, vini di carattere, a tratti spiazzanti, buoni, vivi, su tutto il Sauvignon Colleone 2011 e la Barbera Igiea 2006, aggiunti al carrello.

Abbiamo bisogno di pulire il palato, in lista ho segnato Podere Saliceto, partiamo con un Falistra, Lambrusco di Sorbara dalla bellissima acidità, cominciamo a parlare di abbinamenti e l'immagine di tigelle con coppa di testa ci fa salivare, e di gusto. Passiamo all'Albone, Salamino del modenese pieno, cremoso, vinoso al punto giusto, con buona struttura.


Passiamo da Enrico Togni (Togni Rebaioli) from Valcamonica, parliamo del più e del meno, della sua storia, dei suoi vini, degli errori, dell'esperienza che cresce di anno in anno e ci portiamo a casa una rustica e golosa barbera Vidur. Altro giovane viticoltore da seguire.

Proprio al suo fianco troviamo Patrick Uccelli della Tenuta Dornach che, dopo i fatti noti ai più, vuole far parlare i suoi prodotti ed il loro è un canto soave che riecheggia in Valle, Pinot Bianco e Pinot Nero, entrambi 2012, nella loro massima espressione. Lavoro e fatica giustificano un prezzo (18 e 23 euro) non proprio popolare ma giusto se rapportato alla qualità.
Bello poi il siparietto finale, quando Patrick intravvede il nostro carrello ormai colmo di bottiglie e ci fa i complimenti per aver compreso lo spirito giusto del mercato, tanti assaggi, tanti acquisti calibrati, per appassionati e produttori felici.

Intravvediamo una folla, chi ci sarà dietro le quinte? Vediamo solo la scritta: Ar.pe.pe. Vista l'affluenza potrebbe essere la sigla di una boy band, salutiamo il fotogenico Emanuele, gli rubiamo uno scatto...


e andiamo in Emilia.
Da Casa Benna ritroviamo una deliziosa accoglienza, queste sono le piccole realtà da scoprire in fiera. Prezzi molto contenuti, vini territoriali all'ennesima potenza, ci siamo fermati alle versioni ferme di Bonarda (5 euro) e Gutturnio (Classico, a 5 euro, e Riserva, a 7 euro)

Proviamo anche l'amato Trebbiolo di La Stoppa, l'annata 2014 da poco imbottigliata deve ancora "farsi", giudizio rimandato a tra qualche mese, intanto beviamo l'ottima 2013 e le ultime rimaste di 2012.

Ecco cos'è, in minima parte, il Fivi: gente felice, carrelli pieni, ce ne vorrebbero almeno un paio all'anno, per spazi, temperatura finalmente fresca, qualità media e varietà. Unica pecca (sostenuta da molti): la distribuzione degli stand. Va bene estrarre a sorte la disposizione per non arrecare volontariamente danno ai meno noti, ma non fateci camminare a zonzo, please. Propongo di estrarre a sorte le regioni, mettendo vicine cantine che propongono etichette sotto la stessa denominazione, se molti appassionati chiedono questa modifica un motivo ci sarà.

Luca Formenti

Commenti

  1. Qualche impressione sulla gamma dei vini di Agricola Cottini?
    Grazie

    RUBEN

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonasera Ruben,
      ho avuto modo di riprovare il valpolicella classico sup. '12 e devo dire che lo stile mi piace molto, si tende a togliere piuttosto che ad aggiungere offrendo così un vino scattante, vivo e dalla beva vibrante. Prossimamente vorrei risentire anche il ripasso.
      Luca

      Elimina

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