Osteria della Villetta di Palazzolo Sull'Oglio (BS)


Comincio dal fondo, ossia con un quesito che mi è sorto: ma per avere la chiocciola Slow Food conta avere una lista infinita di prodotti dei Presidi o seguire una filosofia slow partendo da materie prime ricercate (e non per forza presidiate, presidi la qual creazione costa molto al produttore ed in un secondo momento al consumatore)? No, perché forse non sapete che sto andando a raccontare l'esperienza vissuta in un indirizzo che rappresenta appieno la mia idea di trattoria, quella vera, con piatti veri, con sapori veri, nei quali si sente la passione vera, con sorrisi veri e gente genuina...ah dimenticavo però con una chiocciola in meno.

Poco male, si vive anche senza chiocciole e stendardi ma forse qualcosa nel sistema non funziona e spero che altre segnalazioni possano far rinsavire il responsabile della guida Osterie d'Italia.

Ritardo, ritardo, ritardo, ammazza che ritardo ("colpa" di Faccoli)! Avvisati per tempo, il simpatico oste e le sue aiutanti ci hanno ricevuti con modi molto accomodanti e cordiali, facendoci sedere in un piacevole desco in legno apparecchiato con tovagliette e calici da spumante nella prima saletta a destra rispetto all'entrata. 


Altre due sale disponibili, una in veranda e una nei pressi del bancone bar.


Tipica osteria di una volta come si può notare dalle foto, struttura e servizio tipici, di quelli che si vorrebbe ritrovare sempre quando si è in certa di una cucina casalinga.


Una lavagna indica i piatti del giorno che verranno raccontati a voce al tavolo senza nessuna fretta, si comincia con gli antipasti dai quali scegliamo qualche assaggio.
Partiamo con pesce persico e coregone. Croccante esternamente, e dalla carni morbide e compatte all'interno, il persico; forse un filo troppo cotto il coregone ma al palato buone sensazioni.


Magatello al forno con salsa tonnata e verdurine. Il magatello, che come tutte le carni in menu vengono direttamente dal Consorzio A.B. Carni della Franciacorta, è molto tenero con il suo gustoso nervetto croccante tutto intorno, equilibrata e morbida la ricca salsa perfetta con le golosissime verdurine al centro.


Lingua di vitello con giardiniera ! Apoteosi del gusto, affettata sottilmente, avvolge dolcemente il palato con la sua vena di grasso libidinosa, fantastica anche la giardiniera confezionata in casa, sapori fuori dal comune.


Antipasti e primi annaffiati (che brutto termine, dovrò cercare un'alternativa) da una bollicina ovviamente, in questo caso di un Blanc de Blancs DiZero di Montenisa (30 euro), consigliato dal patronfresco ma con una discreta struttura, certo dopo la degustazione in azienda da Faccoli (con vini di grande carattere e dal vecchio millesimo) è difficile tornare a giudicare un prodotto così ma devo ammettere di essere rimasto discretamente soddisfatto nonostante una bollicina non finissima. Ecco se vogliamo fare una critica, la buona scelta di etichette non è supportata anche da bassi ricarichi dei vini, forse in osteria la voce vino dovrebbe pesare un po' meno sul conto finale.


Ma eccoli i primi.
Crema di fagioli bianchi con malfatti. Fagioli della tipologia 'piattella di cortereggio' quest'oggi in alternativa a quelli di Pigna. Piatto dall'estrema semplicità, cottura che non vuole stravolgere anzi esaltare il gusto naturale dell'ottimo piccolo fagiolo.


Gnocchi di patate al burro e salvia. Le basi della cucina, io forse non l'avrei ordinato e avrei sbagliato; morbido e gustoso lo gnocco, ben condito con leggero burro, 'ricordo' di salvia e buon grana.


Trippa. La signora quasi non voleva servircela perché non ancora in forma ottimale (stava andando solo da qualche ora), ma se il buongiorno si vede dal mattino...buon piatto, morbida la trippa, manca solo un filo il gusto deciso, tanto per intenderci, quello del giorno dopo, come preannunciato.


Si passa ai piatti forti e passiamo anche ai vini forti, o meglio tosti perché questo Merlot e Cabernet con i suoi 14.5° non scherza per niente, Pomaro '08 Castello di Gussago (25 euro). Pieno frutto, passaggio in legno che si sente ma non predomina, colore impenetrabile, gradevole.


Non ci facciamo mancare nulla, ancora interiora, ecco le !! Animelle e rognone trifolato !! La perfezione dicono non esista, qui credo che ci si sia avvicinati molto, consistenze fantastiche, rognone buono, superlative le animelle la cui dolcezza ci ha conquistato, con esse anche delle patate condite e schiacciate diventano eccellenti, piatto del viaggio. 


Riassunto dei piatti della nonna ossia !! guancetta, mondeghili (se fossimo a Milano) e polpettina di verze !! Ho letto da qualche parte che le porzioni qui sono misere, alla faccia del misero. Per me qui è equilibrio, Slow Food vuol dire gustare e degustare, non ingurgitare cibo, e qui basta un triangolo di mondeghilo per sentire aromi precisi, ingredienti dosati al millimetro, perfetta la cottura della guancia e finale con la polpetta di verze che ti manda ko (non ditelo a mia nonna che quest'ultima è meglio della sua, seppur ottima).


E via con manzo all'olio. In un altro locale questo piatto sarebbe più che lodevole ma dopo i due che l'hanno preceduto credo non ci sia partita.


E di contorno? Dei magnifici peperoni spellati ! La materia prima arriva da una piccola cascina nelle vicinanze, pelati a crudo e poi passati in padella lentamente con olio e cipolla rappresentano la classica pietanza da mangiare da sola su una fetta di pane.


Da queste magnifiche forme...


! Stracchino, caprino, quartirolo e gorgonzola ! Prodotti affinati dallo zio della moglie del patron, ognuno unico nella sua tipologia, tutti intensi con gusti che perdurano ininterrottamente al palato, equilibrata morbidezza di stracchino e caprino, vivacità del quartirolo (formaggio ingiustamente snobbato) e finale con un gorgonzola con grande vigore, ottimi.


Bè voi direte: "si saranno fermati alla proposta dolce?" Niente da fare, ecco la proposta con un mix di dessert, budino di cioccolato, torta pere e amaretti e crostata ai mirtilli. Ce n'è per tutti i gusti, il tavolo infatti si è diviso, per me la migliore era pere e amaretti con una dolcezza unica, per Manuel quella con i mirtilli grazie al buon connubio frolla e marmellata, entrambe ben realizzate, per Mauro il budino con cioccolato con la sua intensità data dal 75% di cacao, tutti contenti per il livello davvero alto.


Signori e signore vi ho presentato la cucina della nonna, della mamma, della zia, insomma di chi ha mano felice, spirito di ospitalità, di chi ha interesse a far bene e a far star bene l'ospite, l'amico, il cliente. Una tappa per me da non perdere...

Luca Formenti

Osteria della Villetta
Via G. Marconi, 104
25036 Palazzolo sull'Oglio (BS)
Web: http://www.osteriadellavilletta.it
Tel. +39 030 7401899
Chiuso domenica e lunedì tutto il giorno, martedì e mercoledì alla sera.

Antipasti: 9-12 euro.
Primi: 10 euro.
Secondi: 12 euro.
Dolci: 6 euro.
Il nostro degustazione: antipasti, primi, secondi, formaggio e dolce a 40 euro.

Commenti

  1. hai colto tutto e fin troppo. ora sono in difficoltà nel far la recensione non vorrei sembrasse poi un plagio.

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    1. :D posso confermare la tua presenza sul luogo del misfatto ;)

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