Locanda del Prete di Saragano


Ci sono storie che vale proprio la pena raccontare, sia perchè rimarranno scritte nero su bianco e potranno essere rivissute mentalmente, sia perchè chi ti sta di fianco le vive appieno con te e lo capisci semplicemente dal suo sguardo, sia perchè l'ospite ha fatto di tutto per farti trascorrere momenti unici.

I protagonisti di questa storia sono tutte persone trasportate dalla passione: Alice ed io in veste di clienti rilassati; Riccardo Benvenuti e la sua brigata, Francesco (che ci ha fatto visitare l'incantevole borgo, il wine bar e il cigar club, facendoci compagnia fino alle 16,30) ed Adriana che ci ha coccolati per due ore, in veste di professionisti dotati di grande modestia.

Mancava un'esperienza dei sensi durante il nostro viaggio estivo, così decidiamo di allungare il nostro tragitto seguendo le orme del nostro amico nonchè consigliere Lorenzini e di recarci a Saragano, piccolissimo borgo frazione di Gualdo Cattaneo.
Mi sono fidato della sua parola, avevo letto una sua recensione positiva sul sito www.ilmangione.it,  ricordavo di un buon pranzo ma non mi aspettavo tutto questo.

Giungiamo poco dopo le 13 alla porta del ristorante, Adriana ci accoglie con un cordiale sorriso. Ci presentiamo a Riccardo che di lì a poco verrà al nostro tavolo a consigliarci un menu degustazione con alcuni piatti della carta rivisti e corretti con delle novità stuzzicanti.

In estate potrete decidere di cenare all'interno, in una sala dal tono elegante e rustico allo stesso tempo, e in una curata veranda che offre una vista stupenda sulle Valli degli Scaloni e Tiberina. Noi opteremo per la seconda e rimarremo assolutamente a bocca aperta per la bellezza del panorama, luogo ideale per degustare un buon vino. La mise en place è elegante, i menu sono in pelle, le sedute comode, insomma tutto è stato ben studiato.


Studiamo la carta che è stata intelligentemente divisa in piatti tradizionali a sinistra e "innovativi" a destra, dove lo chef si diverte maggiormente a proporre accostamenti nuovi.

Tutte accomunate da materie prime di grande livello presentano prezzi assolutamente interessanti, gli antipasti si aggirano sui 10 euro, i primi sui 12 euro, i secondi sui 17 euro, tenete in conto qualcosina in più per la parte destra più "estrosa", dolci sui 7-8 euro.

Come già accennato sarà Riccardo in persona a prendere la comanda, il percorso proposto racchiudeva molti dei piatti che ci avevano colpito quindi ci siamo messi totalmente nelle sue mani per scoprire la sua idea di cucina.

Decliniamo l'invito a consumare un calice di prosecco come aperitivo e partiamo direttamente con il primo vino ossia un Fiorfiore '09 di Roccafiore che, realizzato con uve grechetto, si differenzia da altri vini prodotti con lo stesso uvaggio per la sua rotondità e morbidezza, davvero interessante. Carta dei vini piuttosto completa soprattutto per quanto riguarda le etichette della regione, per il resto è intenzione dello staff di aggiungere nuove referenze di livello. I ricarichi sono bassi, in alcuni casi ho trovato prezzi quasi da enoteca.
Nel frattempo ci viene portato il cestino del pane con focaccia (pizza bianca), pane bianco a fette, grissini tirati a mano con sesamo e straccetti integrali con semi di lino, tutti di ottima fattura.

Gambero rosso, tapioca, sedano e mango. Il succo delle foglie del sedano ed il mango insieme danno una sensazione di iodato, un "effetto mare" per capirci, i gamberi cotti a bassa temperatura hanno un'ottima consistenza e rimangono praticamente crudi all'interno, la quenelle di fiordilatte dona cremosità al piatto e la tapioca quel gioco interessante in bocca. Che inizio!

 
Zuppa di fave, gelato al parmigiano e pane integrale. Piatto concreto, quasi un intermezzo tra i due antipasti di pesce, lo vedrei bene prima dello spaghettone a fare da filo conduttore di un menu diviso in due parti, prima dolci poi intense. Base di zuppa di pane integrale calda, zuppetta di fave tiepida e gelato al parmigiano freddo per chiudere il contrasto di temperature.


Baccalà, limone candito, fagiolo Risina di Spello, cipolla rossa di Cannara alla brace e riduzione di Sagrantino. Pelle del baccalà bella bruciacchiata, carni del merluzzo sode che si sfaldano dolcemente, crema di fagioli morbida, il limone candito e la riduzione danno quel tocco di gusto in più al piatto. Un'ottima esecuzione.


Spaghettone con piccole polpette di maialino, acciughe e briciole di pizza tostate. Qui si comincia con i sapori forti, di quelli che coinvolgono tutti i sensi. Lo spaghettone è proprio -one -one, prodotto con farine Senatore Cappelli e altre autoctone, risulta carnoso e ricco di gusto, eccellente con il condimento di acciughe, polpettine di maialino più piccole di una bilia e il tocco che cambia il piatto, ossia le sapide briciole di pizza tostate.


Con i prossimi piatti passeremo a degustare un Rosso di Montefalco '08 Castelbuono, anch'esso gradevole e persistente in bocca.

Maialino in salsa barbecue. Qui l'apoteosi. La cotenna era diventata praticamente una chips croccante, la carne era di una morbidezza mai provata (dovuta alla cottura prolungata sullo spiedo e poi a bassa temperatura per 24 ore circa), la spuma di patate era areosa grazie all'utilizzo del sifone e cosa dire di quelle minuscole costine con salsa barbecue (che necessità di quasi tre giorni di preparazione)? Qui c'è ricerca, studio e concretezza.


Dopo qualche chiacchiera con Riccardo, che è venuto a controllare per la seconda volta che tutto fosse stato fino a quel punto di nostro gradimento, siamo stati omaggiati di piccoli assaggi di lardo, salame morbido e capocollo di un produttore della zona che hanno dato un'ulteriore sferzata al nostro palato con la loro speziatura intensa mista a dolcezza delle carni.


Alexander. Soffice pan di spagna di mandorle e cognac, con flan freddo di cioccolato fondente, gelato alla noce moscata e salsa alla crema di cioccolato bianco. Rivisitazione del noto cocktail, offre un mix di sapori che si incastrano molto bene. Un bravo a Riccardo che ha saputo trovare la consistenze giuste per questo dessert.


Tiramisù zoppo. Il nome è stato dato dal sottoscritto in quanto Alice, essendo allergica al libidinoso cacao, ha ordinato la rivisitazione del famoso dolce senza la parte cioccolatosa. Devo dire che la sofficità della spuma e la croccantezza della granita di caffè si sono ben difesi anche da soli.


In abbinamento un calice di Sagrantino passito Domenico Pennacchi, deciso e coinvolgente con una gradevole nota acida sul finale.

Un caffè macchiato per me ha concluso il nostro eccellente pranzo, l'offerta di un amaro mi ha tentato molto ma le curve delle colline umbre avrebbero potuto non perdonare.
Mi sono avvicinato al momento del conto con molto leggerezza, per le tre ore e trenta passate in questo stupendo angolo fatato avrei speso molto di più dei 106 euro totali chiesti dalla Locanda del prete. I nostri menu di cinque portate più dolce sono stati quotati a 45 euro, quattro calici di vino 16 euro, passito, acqua e caffè offerti.

Ricorderemo a lungo il pranzo in quel di Saragano, i motivi sono molteplici: l'atmosfera che si respira, la qualità dell'offerta, con un servizio garbato e professionale ed una cucina divertente e di sostanza, e le persone che rendono tutto ciò possibile. Sono convinto che  questo sia solo l'inizio di una parabola che può essere solo ascendente.

Purtroppo la proprietà della Locanda del Prete ha deciso di non riaprire dopo le ferie invernali, questa recensione rimarrà a ricordo di una delle giornata più belle della passata estate. Un grande in bocca al lupo a tutto lo staff che speriamo di incontrare in realtà più fortunate.

Locanda del Prete
Via della Chiesa 2
06058 Saragano - Gualdo Catteneo (Pg)
Tel. 0742 98636
Web: http://www.lalocandadelpretesaragano.it/
Chef's Blog: http://www.ilsestogusto.com/

Si ringrazia www.ilmangione.it per la concessione della recensione di Luca Luc83 Formenti, che poi sarei io :)

Commenti

  1. curiosando sono andato sul sito della locanda del prete e pare che abbia riaperto (anche se al momento è chiusa per ferie fino al 1 aprile 2014). che tu sappia la gestione (e lo chef) è rimasta la stessa?

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    1. Se non erro la proposta è molto più semplice, purtroppo Riccardo non è più chef di quella struttura nella quale ho lasciato il cuore :(

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