Piastrino e Asinello serata a 4 mani


“Se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna”. Mai espressione calzò così a pennello. Vi chiederete perché ovviamente. Semplice. E’ da diverso tempo che volevo provare la cucina di Riccardo Agostini del Ristorante Piastrino di Pennabilli, ma non ho mai trovato occasione di andarci. Il mondo della ristorazione però riserva sempre delle belle sorprese e infatti qualche mese fa, durante una cena al Ristorante Asinello di Villa a Sesta, parlando con Senio Venturi, cuoco e titolare dell’Asinello, mi dice che è stato collega di Riccardo Agostini e che sono rimasti sempre in buoni rapporti tanto che mi aveva preannunciato la voglia di fare una serata a quattro mani proprio con Riccardo. Promessa mantenuta, eccoli allegramente in cucina al mio arrivo.


Dopo i saluti di rito, entriamo in sala sempre ben accogliente e arredata. A me piacciono molto le tovaglie bianche che più bianche non si può, le associo sempre ad un senso positivo di pulizia.


Ci accomodiamo attendendo gli altri commensali per iniziare le danze e ci arriva il bel cestino del pane, dove si fa notare soprattutto quello con il pomodoro.



Che abbia inizio la serata! Ecco che ci viene servito il primo vino, un fine Conti Ducco Franciacorta Brut Blanc de Blanc che ci accompagnerà sia per gli stuzzichini che per il primo antipasto. Morbido al palato, direi molto elegante.


Allacciamo le cinture e siamo pronti al decollo con gli stuzzichini. Pralina di fegatini, nocciole, grué di cacao e mosto cotto. Visivamente sembra il celeberrimo Ferrero Rocher, al palato invece sprigiona tutto il meglio che può dare un fegatino, arricchito dalla bontà delle nocciole e granella di fave di cacao che compongono l’esterno, il mosto cotto invece fa scivolare sul velluto nel palato questa piccola grande bontà. Nello stesso piatto c’è il secondo stuzzichino, uovo di quaglia con ricotta porcini e crumble di Grana Padano. Anche questo non è certo da meno del precedente. L’uovo leggermente rassodato è adagiato su una morbida ricotta, qualche sottile fettina di porcino fresco e ad insaporire il tutto il sapore del Grana.



L’aereo è già ad alta quota con la zuppa di cavolo nero tartare di capriolo e cipolla in agrodolce. La tartare è stata ammorbidita dal sapore dell’arancia, la zuppa è delicatissima e arricchita da due sottili foglie di cavolo disidratato e il tutto condito con qualche tocchettino di cipolla.


Cambio del vino, entra in scena una grandissima Vernaccia di San Gimignano: Sono Montenidoli 2009, dell’azienda agricola Montenidoli.

Voliamo sempre alto con la quaglia glassata, castagne e tartufo bianco. Piatto dai sapori e profumi autunnali per eccellenza, morbido e gustosissimo.

Ottimi i cannelloni di patate affumicate con porcini e animelle dorate. Anche questo piatto ricorda l’autunno, con l’affumicatura che sa tanto di camino acceso, il sapore dei porcini e la croccantezza spettacolare delle animelle.

Ancora un altro grande vino. Ci fanno degustare La Serena Brunello di Montalcino Gemini riserva 2004, con un po’ di predominanza del legno di barrique ma con una grandissima struttura.

Qualche turbolenza con il risotto di zucca gialla con riduzione al vino rosso al ragù di chiocciole. Il riso era un po’ troppo al dente e non mi ha molto convinto il sapore della riduzione di vino con la zucca gialla, però non ha rovinato certo la serata anche perché già la sazietà si faceva sentire.

Prosegue la cena, sempre coccolati con pane e vini che non sono mai minimamente mancati, con la spalla di agnello dorata con crema di pecorino e costolette arrostite con spinaci. Ben gradito.

Ottimo sprint finale con i dolci. Meraviglioso l’aspic di uva fragola con raveggiolo alla vaniglia e mais. Da urlo il raveggiolo, formaggio freschissimo che se non è fatto di buon latte non sa veramente di niente. Proprio un gran bel dessert.

Ma non sfigura certo il parfait di fichi e cioccolato con caramello al vin brulé, croccante cioccolato fuori con una morbida mousse di fichi. Molto gustoso il caramello al vin brulé, con l’aggiunta di cannella e chiodi di garofano.

I dessert sono stati accompagnati degnamente dal Moscadello di Montalcino 2009 di Capanna, vino che conoscevo benissimo per il suo bel rapporto qualità prezzo. Chi si vuol togliere la voglia di un bel moscadello, morbido, semplice e non invadente, senza spendere una fortuna, questo è il vino per voi.

Non si può non concludere con la golosità della Piccola Pasticceria, le foto purtroppo non possono descrivere la bontà di queste chicche fra cui spiccano i tartufi e cioccolato bianco e pistacchi.


Ci alziamo felici e contenti, salutando tutto lo staff con la promessa di tornare presto sia all’Asinello che finalmente andare a Pennabilli da Piastrino. Spendiamo 70 euro all inclusive meritati.

Alberto Lorenzini

Ristorante L'Asinello
Via Nuova 6 Loc. Villa a Sesta
53019 Castelnuovo Berardenga, Siena
Chiuso lunedì e martedì a pranzo.
Mail. info@asinelloristorante.it
Web. http://www.asinelloristorante.it/
Tel. +39 0577 359 279

Ristorante Il Piastrino
Via Parco Begni, 5
47864 Pennabilli (RN)
Zona Val Marecchia
Chiuso martedì e mercoledì
Tel e Fax +39 0541 928106
Mail. info@piastrino.it
Web www.piastrino.it

Commenti

  1. nicola-zak-bochicchio21 ottobre 2011 17:25

    bella pappata!!!!
    complimenti ai cuochi.. a teoria sposo in pieno la quaglia, sa di elegante e buono davvero e poi l'aspic di uva fragola con il ravaggiolo alla vaniglia.....

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