La Rava e La Fava di Busto Arsizio (VA)


Capita di fare millanta chilometri per mettere le gambe sotto il tavolo e poi non si prendono in considerazione osterie plurirecensite da guide nostrane, che si trovano ad un tiro di schioppo da casa tua.

Per ovviare a questa mancanza ho deciso di arruolare un mio caro amico, a cui devo la scoperta dell'ottimo Gb Bar di Milano, per testare le qualità di questo locale.

Vedendone da fuori la struttura, ho sempre pensato che gli interni fossero piuttosto contenuti, in realtà una volta entrato ho scoperto due sale spaziose e luminose con tavoli apparecchiati sobriamente.


Ora di pranzo, l'osteria offre un doppio menu, quello più facile del pranzo con prezzi calmierati (primi 6 euro, secondi 8 euro, contorni 2,50 euro, dolci 4 euro), e la carta della sera che mixa ricette di terra, tra cui alcune super classiche, e di mare, con antipasti da 8 a 16 euro, primi da 10 a 16 euro, secondi da 12 a 20 euro, costata di chianina 5.50 euro l'hg, fiorentina di chianina 6.50 euro l'hg, dolci 6 euro, menu degustazione 'Tradizione' a 30 euro e 'Fantasia' a 35 euro.

Una buona carta dei vini (anche se alcuni nomi sono un po' scontati) e soprattutto un'ampia scelta di vini in mescita, quattro rossi, due bianchi e una bollicina. Sceglieremo per l'occasione un calice di Dolcetto d'Alba '11 Bruno Giacosa e uno di Grondino Toscana IGT Tenuta Vitereta.

Servizio curato direttamente dall'oste, affabile e sorridente, che mette a proprio agio il cliente (alcuni dei quali a quanto pare sono habitué) e una ragazza piuttosto spenta.

Dopo la comanda veniamo gentilmente omaggiati di qualche fetta di salame mantovano, di buon gusto nonostante una sapidità che ho trovato un po' troppo accentuata.


Pulent'e brusciti tradizionali di Busto (con polenta integrale biologica della Valle d'Aosta, 12 euro). Ecco il piatto più rappresentativo di Busto e del Varesotto, il "famoso" sminuzzato di manzo cotto lentamente per diverse ore, per il quale è stato anche istituito un magistero che ne difende la ricetta. Versione molto ben realizzata, sicuramente la migliore mangiata al ristorante, con carne molto tenera, profumi delicati di spezie (quelli casalinghi solitamente sono belli tosti e non per tutti i palati, non si può avere tutto), ottimo e intenso il gusto della polenta abbrustolita.


Cotechino mantovano con crema parmantier e fagioli di Brebbia all'uccelletto (13 euro). Più normale questo piatto con tutti gli elementi buoni ma non memorabili.


"Fusion". Budino al cioccolato, amaretti e rum con crema di whisky. Praticamente un bunet accompagnato da Baileys, morbido il budino con l'accostamento non perfettamente riuscito.


Sacher. Dolce discreto ma che non sconvolge anche in questo caso.


Recensione troppo scarsa per farsi un'idea precisa, vero? Allora ci sono tornato, questa volta con due colleghi e una bimba.

Siamo partiti con una bottiglia di Verdicchio dei Castelli di Jesi Podium '08 Garofoli. "Bassissima resa per ettaro di uve selezionate e leggermente surmature", per questo sembra far legno invece...Garofoli sa fare il francese dando olio al frutto: bicchiere armonioso, mai stucchevole (Joe).


Dopo aver affrontato il tema secondi piatti ora tocca ai primi, in particolare punteremo sui risotti. Due in carta ed entrambi disponibili anche per una sola persona, finalmente.

Io opto per un risotto alla polpa di granchio, pinoli e basilico (13 euro). Leggeri sentori iodati ben abbinati a quelli tostati del pinolo, chicco ben cotto, mantecatura...migliorabile.


Per i baldi giovani invece il risotto agli asparagi mantecato alla robiola (13 euro). Risotto fresco, gradevole la nota erbacea della robiola, mantecata con equilibrio; arricchisce la fibra dolce dell'asparago, robusto nel fusto, giusto al palato; cremoso, leggero all'inizio, vigoroso in chiusura, data la quota di burro  e formaggio (Joe).


Verticale di Bitto storico annate '11-'10-'09-'08 (8 euro). Un viaggio in Val Gerola che solletica, giovane e "lattoso" il '11; ricchissimo di profumi il '10 con una cremosità che avvolge il palato; comincia a sgranarsi il '09 per giungere nel suo culmine di intensità con il '08 da centellinare; in accompagnamento composta di Brachetto.


Crème brûlée. Leggera crosticina con qualche bruciacchiatura, delicata la crema, gradevole.


Difficile classificare questo locale. Grande attenzione nella ricerca della materia prima, soprattutto per quanto riguarda salumi di piccoli produttori, formaggi e carni (ci fidiamo sulla parola non avendola provata). Alcune realizzazioni non ci hanno particolarmente conquistato, buone sì ma come si possono trovare anche altrove. Nota positiva: i bruscitt. Magari ci tornerò per riprovarli, aggiungendo qualche crostino toscano o un piatto di salumi lombardi - su tutti il violino di capra e la mortadella di fegato di Busto.

Luca Formenti

Osteria La Rava e La Fava
Via Rossini, 29
21052 Busto Arsizio (VA)
Tel. +39 0331 683233

Antipasti: 8-16 euro.
Primi: 10-16 euro.
Secondi: 12-20 euro.
Costata di Chianina: 5.50 euro/hg.
Fiorentina di Chianina: 6.50 euro/hg.
Dolci: 6 euro.
Menu degustazione: 30 e 35 euro.

Commenti

  1. Ciao Luca,

    Molto ricca la recensione con descrizioni complete, complimenti.
    Ad occhio direi anch'io che la polenta e bruscit è il piatto meglio riuscito e così dovrebbe essere dato che è la tradizione locale.
    C'è un po di Mantova in questo locale, sia il salame che il cotechino che a prima vista non sembrano male, più il salame del cotechino.

    Ti hanno detto il produttore? quello del salame forse l'ho capito

    Mauro

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    Risposte
    1. Ciao Mauro,
      sai che in zona trovare una polenta e bruscitt ben fatta è un'impresa? pochi seguono la ricetta originale e la qualità di carni e polenta sono spesso insoddisfacenti.

      Non ho chiesto notizie del produttore, in realtà in fondo al menu vengono segnalati i fornitori del locale, molti dei quali offrono prodotti tutelati con il presidio Slow Food, da qui la segnalazione in guida.

      A presto
      Luc

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    2. Un vero peccato, che la gente abbandoni antiche tradizioni, per poi cosa? per rifocillarsi di Mc, Sushi AYCE (all you can eat)

      Un sano piatto come questo, da mangiare comunque ogni tanto (qualche volta al mese), sazia, non fa danni e appaga il palato

      Fa un po caldo forse per quei piatti, ma appena arriva l'autunno mi piacerebbe assaggiarli

      Mauro

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